Cosa vuol dire fare branding
Branding
Mar 18, 2021
Ricardo Vilardi
Creative Manager
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Branding: perchè è fondamentale in ogni progetto

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Viviamo in un mondo impaziente. La trasformazione digitale ha accelerato tutto. Le notizie attraversano il mondo in pochi minuti, a volte secondi. Siamo diventati impazienti. Purtroppo il branding e l’immediatezza sono concetti opposti.

Un brand è qualcosa che va ben oltre un logo, una tipografia e un insieme di colori. È un'idea, un simbolo, un messaggio e uno stile di vita che supera il limite della nostra percezione e tocca l'inconscio. Ovviamente, questo può essere raggiunto solo quando l'intero processo della brand image è ben lavorato.

La creatività è imprescindibile per un eccellente sviluppo di un brand. In passato, molte aziende hanno cercato di convincere i clienti trascurando l'importanza del design. È un errore: viviamo esposti a una moltitudine di stimoli visivi e solo quelli che hanno davvero una attenta e ben fatta elaborazione alle spalle, capaci di allineare il concetto e il messaggio con una creatività travolgente, cattureranno l'attenzione dei futuri consumatori. La parola e l’immagine sono inseparabili.

Brand identity

Tutto questo viene chiamato branding, ed ha un senso molto più lato, poiché indica la necessità di continuare ad agire affinché il brand non muoia. Perché i brand hanno vita propria e, una volta che vengono alla luce e iniziano a interagire con le persone, bisogna lavorare sul loro posizionamento.
 

Definire la strategia di corporate branding 

All'interno di una strategia di marketing a 360º, la brand structure ha il suo spazio. Lavorando sul digital branding, è importante avere ben in mente questi punti, per mantenere la sua essenza nel tempo. 

Eccone alcuni:

  • Category Insights. Idee o concetti principali del settore di attività a cui appartiene il brand. Possono aiutarci a definire il piano d'azione.

  • Competitor. Studio della concorrenza che può influenzare il posizionamento del brand.

  • Brand Vision. Perché il brand esiste. Il suo mantra.

  • Brand Highest Ground. Le sue origini e i suoi obiettivi, come è nato il brand e cosa vuole trasmettere.

  • Consumer Experience & Drivers. Quali bisogni dovrebbe coprire questo brand, dal punto di vista del suo target.

  • Reasons to Believe. Valori principali che deve trasmettere.

  • Brand Ambition. Dove il brand vuole andare, l’obiettivo finale da raggiungere.

  • Human Culture Insights. Il contesto in cui può aiutare le persone e portare valore.

  • Target. A quali buyer persona si rivolge.

  • Jungian archetypes. Un riassunto degli archetipi descritti dallo psicologo C. G. Jung. Fattori applicati al brand per aiutare a capire in modo molto intuitivo la sua essenza, il suo comportamento.

  • Presence/Personality. Come agisce o è percepito dal suo pubblico.

Una volta definiti questi punti principali, è il momento di applicarli. Dobbiamo realizzare un piano strategico di branding per raggiungere tutti gli obiettivi che ci siamo posti.

Ogni iterazione (ripetizione di un processo con l'intenzione di raggiungere un obiettivo desiderato) agisce con uno scopo. Proprio così, agisce con uno scopo! All'inizio, presuppone un valore intangibile, ma presto l’obiettivo sarà offrire prodotti e/o servizi in linea con l'immagine aziendale, senza dover pensare al prezzo come prima discriminante. 

La Brand Identity non va creata in modo egocentrico: è un processo bidirezionale. Il brand deve ascoltare i buyer persona per trasmettergli l'ispirazione che cercano, tenendoli così legati e innamorati. È una relazione uno a uno.

Il brand marketing deve avere una storia da raccontare. Lo 'storytelling': la capacità di raccontare una storia capace di creare un legame emotivo con il suo target. 
C'è un esperimento molto interessante che dimostra il potere che può avere una buona storia. Rob Walker e Joshua Glenn hanno fatto un esperimento antropologico. Si chiama Significant Objects. Hanno comprato un paio di oggetti su eBay con prezzi molto bassi, circa 1,25 $. Con l'aiuto di diversi scrittori, hanno rielaborato la descrizione del prodotto, hanno aggiunto una storia e, alla fine, li hanno venduti per circa 8.000 $. 

È un buon esempio di quanto possa essere potente una buona storia per potenziare le caratteristiche del brand.
 

Come misurare il ROI nel branding

Un brand che non si preoccupa di misurare il suo ROI non raggiungerà un buon posizionamento. 

Ma come possiamo capire se stiamo lavorando bene? La risposta è molto semplice: come in tutte le azioni di marketing digitale, tramite le metriche.

Queste sono alcune delle più rilevanti:

  • Traffico organico, diretto o di brand. Visite al brand e ai vostri prodotti che provengono dai motori di ricerca e dai link di riferimento.

  • Studio delle visite al tuo sito web. Statistiche del numero di visitatori e di quanto tempo rimangono sulla pagina oltre alle sezioni della pagina che visitano.

  • Pubblico social. Monitoraggio delle menzioni nei social media con strumenti come Brandwatch, tra gli altri.

  • Rapporto lead/clienti. Con una buona campagna di branding, ci saranno sicuramente dei risultati in termini di lead generation e/o di aumento delle vendite. A questo punto, è interessante analizzare il conversion rate. 
     

Digital Branding: investimento sul futuro

Arrivati fino a qui, è ormai chiaro come i canali digitali abbiano una grandissima importanza per il branding. Bisogna essere presenti e ben posizionati online, avere profili attraenti nei social network strategici per il business e lottare per avere a sé l’attenzione,  essendo internet un luogo ultra-competitivo. 

L'attuale contesto della pandemia Covid-19 ha accelerato i cambiamenti nelle abitudini di consumo della popolazione, e l'esperienza del consumatore è sempre più digitale. Questo costringe i brand manager a dare la priorità nelle loro strategie di marca ai canali online a scapito di (o in combinazione con) quelli offline. 

Il digital branding gioca inoltre una grande rilevanza nella percezione del brand, e un chiaro esempio è Google. Ha recentemente cambiato i loghi della maggior parte delle sue applicazioni (Google Drive, Google Calendar, Google Hangouts) per dare spazio a Google Workspaces, un conglomerato delle sue applicazioni che mira a integrare l'uso di tutti i prodotti e cambiare l'idea che il pubblico ha di loro come applicazioni indipendenti l’una dall’altra. 
L'uso quindi degli stessi colori e il fatto che, a prima vista, alcuni loghi siano quasi indistinguibili, ha molto senso all'interno del lavoro di rebranding dell'azienda e degli obiettivi preposti.

Se anche voi state lavorando per creare una brand value di successo, seguite i nostri consigli e, se avete bisogno, contattateci!! Grazie alla nostra grande esperienza di branding, potremo lavorare insieme per trasformare i vostri punti di forza in una brand identity capace di attirare più clienti e portare il vostro progetto ad essere riconosciuto ovunque sia necessario.

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