Email marketing
Jun 16, 2017
BY SOFIA MARELLI

Email marketing: 5 errori da evitare quando scrivi un’email a un lead

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“L’email ha una capacità che molti altri canali non hanno: sa creare un tocco personale di valore, su grande scala”. In questa citazione del marketer David Newman è racchiuso il motivo per cui l’email marketing continuerà a essere una delle vie privilegiate per la lead generation e il lead nurturing. L’importante è sfruttare questo canale al meglio, senza commettere errori e ingenuità.

L’email marketing è una delle strategie più efficaci per la lead generation o trasformazione di prospects in lead qualificati e clienti, in quanto permette di ottenere un ROI alto.

 

Eppure, al momento di impostare una campagna DEM, sono molti gli errori commessi dai marketer. Ecco gli sbagli più comuni che non devi mai fare se desideri generare e convertire i tuoi lead.

 

Email marketing

 

Errore n°1: non fissare nessun obiettivo

Prima di elaborare e implementare una strategia di email marketing, è necessario fissare obiettivi chiari e raggiungibili. Che cosa vuoi ottenere con le tue email? Quali sono le azioni che ti aspetti vengano effettuate dal destinatario?

 

Troppo spesso ci si ferma a KPI di scarsa utilità per comprendere l’efficacia di una determinata campagna: Open Rate, Click Through Rate e Bounce Rate sono importanti per capire la qualità di un database, ma non ci danno altre informazioni utili.

 

Una volta definito con chiarezza il tuo obiettivo, ti sarà facile determinare il KPI con cui valutare l’efficienza della tua campagna. Ti basta un solo indicatore chiave di prestazione, quello giusto per raggiungere il tuo scopo: in questo modo potrai ottimizzare tutte le tue azioni di marketing.

 

Errore n°2: non targettizzare bene i destinatari della tua email  

Un’azienda con cui hai un contenzioso aperto ti invia un’email con un’offerta promozionale per acquistare uno dei suoi prodotti: come reagiresti?

 

Non ha molto senso inviare la stessa email a tutto il tuo database, che è composto da contatti che sono diversi fra loro per età, luogo di residenza, professione e posizione del funnel di vendita.

 

Eppure, è un errore ancora molto diffuso presso i marketer: secondo The State of Email Marketing by Industry, un’indagine condotta da Get Response e Smart Insight su 1.831 dirigenti, responsabili marketing e CEO per analizzare come viene utilizzata l’email marketing nelle loro aziende, ben il 42% dei marketer non segmenta le proprie campagne.

 

Per evitare di commettere questo sbaglio, è fondamentale targettizzare in modo appropriato il database: suddividere i contatti in base a dati anagrafici, interessi e precedenti interazioni con la tua azienda e, a partire da questa segmentazione, mandare email diversificate nell’offerta e nel contenuto.

 

È proprio questo il fulcro di una prospettiva cliente-centrica, incentrata sulle esigenze individuali del target in modo da inviare sempre il contenuto più utile: un punto di vista che privilegia la qualità al posto della quantità, lontana anni luce dalle logiche di spamming.

 

Errore n°3: non fare A/B testing

Testare una campagna di email marketing prima di fare un roll out a più larga scala permette di migliorare i risultati.

I marketer non hanno più nessuna scusa per sottrarsi all’A/B testing: oggi, grazie a tool specifiche, è possibile impostare diverse DEM, inviarle a campioni rappresentativi e fare fine tuning, il tutto a costi veramente bassi.

Puoi fare tutte le modifiche che desideri, arrivando alla versione più efficace della tua campagna DEM.

 

Errore n°4 - non calcolare il ROI della tua attività di email marketing

“If it don’t make dollars, it don’t make sense”. È un verso del rapper americano DJ Quik, ma è anche una frase che ogni marketer dovrebbe avere bene in mente quando imposta una campagna di email marketing.

Bisogna sempre calcolare l’email revenue generato dalla tua campagna DEM: se non generi nessun ricavo, vuol dire che la strategia non è efficace. Per stabilire in modo ancora più preciso se i tuoi sforzi stanno portando ai risultati sperati in termini di revenue, è possibile anche calcolare i ricavi generati a ogni invio di un contatto appartenente alla tua lista.

Errore n°5 - non condividere i risultati con gli stakeholder dell’azienda

Hai elaborato e implementato la tua strategia di email marketing, ma non hai raggiunto i risultati che ti eri prefissato? È il caso di analizzare il perché.

 

Se la tua campagna DEM aveva come scopo l’aumento delle vendite di uno specifico prodotto, ma nessuno lo ha acquistato, bisogna interrogarsi sui motivi che hanno portato a questo risultato: magari è un problema di pricing, oppure la UX del tuo sito non è sufficientemente efficace.

Coinvolgi tutte le figure interessate e lavorate insieme per ottenere risultati migliori con la prossima campagna.

 

Il fallimento deve sempre diventare il punto di partenza per generare insight utili per il successo della campagna successiva: senza errori è impossibile crescere.

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